Deposito Temporaneo dei Rifiuti

 Deposito Temporaneo dei Rifiuti





DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI
 
Il Deposito temporaneo è inteso come il raggruppamento dei rifiuti effettuato prima dello smaltimento nel luogo in cui gli stessi sono stati prodotti, alle seguenti condizioni: 

  • Deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti che non possono essere miscelati/mischiati/accantonati in uno stesso contenitore. 
  • Deve essere mono-soggettivo in quanto non è possibile in caso di diverse imprese operanti nello stesso sito, la creazione di un deposito temporaneo cumulativo. 
  • I rifiuti contenenti gli inquinanti organici persistenti devono essere depositati nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l'imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al suddetto regolamento.
  • Devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose. 
  • In generale dovrà essere effettuato su platea in cemento o altro materiale impermeabile, tale da evitare percolamenti prodotti e acque di dilavamento infiltrabili nel terreno verso falde acquifere.
  • Se il deposito è realizzato all’esterno, è buona prassi proteggere i contenitori con idonee tettoie o porre gli stessi in arre coperte.
  • Le aree adibite a deposito temporaneo, devono essere indicate mediante opportuna cartellonistica; tali aree dovranno inoltre essere opportunamente delimitate, accessibili solo alle persone autorizzate e protette in modo opportuno onde evitare la contaminazione dell’ambiente circostante.
  • Ogni rifiuto deve essere provvisto di etichettatura riportante la descrizione del rifiuto, il codice cer, e le classi di pericolosità; è necessario identificare tramite lettera R su sfondo giallo i rifiuti pericolosi.
Il superamento delle condizioni sopra indicate configura un deposito incontrollato di rifiuti o uno stoccaggio soggetto ad autorizzazione.

I rifiuti in deposito (sia quelli prodotti in cantiere sia quelli prodotti in insediamento) devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative:



SANZIONI

Art. 256 D.lgs 152/06
Attività di gestione di rifiuti non autorizzata

1. Fuori dai casi sanzionati ai sensi dell'articolo 29-quattuordecies, comma 1, chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216 è punito:

a) con la pena dell'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi;
b) con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro se si tratta di rifiuti pericolosi.

2. Le pene di cui al comma 1 si applicano ai titolari di imprese ed ai responsabili di enti che abbandonano o depositano in modo incontrollato i rifiuti ovvero li immettono nelle acque superficiali o sotterranee in violazione del divieto di cui all'articolo 192, commi 1 e 2.

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